martedì 28 agosto 2012

L'importante è partecipare...

Voglio iniziare il racconto di una serie di esperienze sportive, del tutto personali, per condividerne le emozioni e per fissare i ricordi.
Amo lo sport. Ne faccio un po'... perchè mi piace e mi fa stare bene.
Non ho mai amato le competizioni, ma quel pochissimo che ho fatto fin'ora lo porto dentro nel cuore.
La mia prima piccola gara è stata due anni fa. Ero al mare con una bella compagnia di amici, tutti più o meno sportivi. Perché non partecipare a questa notturna di 10 km in riva al mare? 



Avevo appena scoperto il piacere della corsa e mi sono lanciata... 
Beh, è stata una bellissima emozione. All'arrivo ho persino abbracciato uno sconosciuto che mi aveva incoraggiato negli ultimi metri. 
Non ricordo il tempo impiegato, non è importante. Sono finita sul podio perché 2° classificata nella mia categoria (credo fossimo in 3... ). Ho vinto una coppa, nel senso del salume.



Ricordo che alla fine ci siamo mangiati pane e frittata sulla spiaggia...



... e che la notte non ho dormito, credo per un'anarchia adrenalinica che mi ha posseduto fino al giorno dopo. 
Il piacere di correre, invece, non è passato più.

martedì 17 luglio 2012

ViverSano - Davvero non possiamo fare a meno del sale?


Illustrazione di
Gianluigi Marabotti

“Limitare il consumo di sale e di cibi conservati sotto sale” è una delle 10 regole d’oro del WCRF (World Cancer Research Fund), la cui missione è quella di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la divulgazione della conoscenza scientifica. 
Secondo un recente studio caso-controllo esisterebbe una relazione tra il consumo di sale (e cibi salati) e il cancro gastrico determinata probabilmente da un danneggiamento della mucosa gastrica e da un'interazione sinergica del sale con altri agenti cancerogeni (in particolare i nitro-derivati).
Ma per fortuna, anche per chi ha un gusto particolarmente “salato”, c’è una buona notizia: le papille gustative si abituano facilmente alla riduzione graduale della sapidità dei piatti.
Inoltre le alternative esistono e sono più che valide. Una di queste è il gomasio, un gustosissimo condimento preparato con uno degli ingredienti più popolari in Oriente: il sesamo.

La ricetta ViverSano di oggi: il gomasio
• 12 cucchiaini di sesamo
• 1 cucchiaino di sale marino integrale
Mettere i semi di sesamo in un colino e sciacquarli per bene sotto l’acqua corrente.
Mettere il sale grosso all’interno di un suribachi, un pestello giapponese, macinandolo finemente.
Tostare i semi in una padella con il fondo spesso, abbassando la fiamma quando iniziano a scoppiettare; saranno pronti quando potrete sbriciolarli facilmente con le dita.
Versare quindi i semi di sesamo nel suribachi, pestandoli delicatamente insieme al sale. Dopo che il tutto si è raffreddato, versare il gomasio così preparato in un vasetto di vetro a chiusura ermetica. Da usare al posto del sale per condire ed insaporire in modo croccante e delicato tutti i vostri piatti. In questo però caso non avremo solo sapore, ma anche calcio, grassi mono e polinsaturi, aminoacidi essenziali, vitamine e sali minerali. 
Un vero e proprio integratore tutto naturale.

Yang WG, et al. - A case-control study on the relationship between salt intake and salty taste and risk of gastric cancer - World J Gastroenterol. 2011 Apr 21;17(15):2049-53.
La ricetta è tratta da: Anna Villarini, Giovanni Allegro - Prevenire i tumori mangiando con gusto – Sperling & Kupfer, 2010.

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mercoledì 11 luglio 2012

Oggi come 30 anni fa...

http://video.unita.it/immagini/politica/Sandro_Pertini.395/5825.html

11 luglio 1982. Oggi come 30 anni fa.
Non ci faccio una malattia, né per il calcio né per la politica, ma adoro sia Zoff che Pertini. Il primo mi trasmette la dedizione allo sport, il secondo mi ricorda il mio nonno Felice... stessi occhiali e stessa pipa. 

domenica 8 luglio 2012

Non tutto il male viene per nuocere


Illustrazione di
Gianluigi Marabotti

È noto che l’esercizio fisico ha numerosi effetti positivi sulla salute, ad esempio promuove la longevità e migliora la risposta insulinica, ma, soprattutto per sportivi professionisti di alto livello, è bene tener conto anche dei possibili effetti negativi. Uno su tutti: la formazione a livello mitocondriale di specie reattive dell’ossigeno (ROS) tra cui vi sono il radicale superossido, il perossido di idrogeno, il radicale idrossile, eccetera.

Il muscolo in contrazione ha bisogno di molto ossigeno che viene a essere ridotto ad acqua; durante questi passaggi si formano degli intermedi instabili che in condizioni normali sono arginati efficacemente ma, quando la richiesta di ossigeno è molto aumentata, possono sfuggire al controllo cellulare e danneggiare strutture e funzioni cellulari.

Per fortuna l’evoluzione ha pensato di fornirci di composti ad azione antiossidante, molti dei quali sono composti vitaminici, il cui approvvigionamento proviene dall’esterno con la dieta.

Non tutto il male viene per nuocere però: i radicali liberi sono estremamente reattivi, ma non per questo automaticamente nocivi. Infatti hanno anche precise funzioni fisiologiche positive; ad esempio i leucociti distruggono i batteri patogeni utilizzando come “arma” proprio i radicali liberi.

Mentre è ormai certo l’effetto negativo di un esercizio troppo intenso, ancora non vi è consenso su quale sia l’intensità ottimale per ottenere i tanto auspicati effetti positivi.

Con la contrazione muscolare si osserva, in modo concomitante all’insorgenza della fatica fisica, una riduzione delle difese antiossidanti; è come se questo rappresentasse un campanello dall’allarme nei confronti di un iniziale danno strutturale al muscolo, in modo da indurre il corpo a ridurre lo sforzo in atto ed evitare danni tissutali.

Sarebbe invece un’attività fisica a bassa intensità, costante e ripetuta nel tempo, a determinare un adattamento della capacità di difesa antiossidante in grado di proteggere l’organismo da danni maggiori.

È pratica comune fra gli sportivi utilizzare antiossidanti sotto forma di integratori con lo scopo di annullare o limitare i danni da radicali liberi. Sebbene in alcuni casi l’integrazione sia utile, spesso è inadeguata e a volte dannosa (si pensi alla possibilità di sovradosare la sostanza); inoltre, alla luce di quanto detto sopra, l’assunzione di antiossidanti non consente quell’aumento naturale delle difese che proteggerebbe l’organismo da stress ben più gravi.

In un recente studio sono stati valutati gli effetti dell’assunzione di una combinazione di vitamina C e vitamina E (usate comunemente come integrazione antiossidante) e si è visto che tale integrazione potrebbe inficiare gli effetti positivi dell’attività fisica sulla salute ostacolando il miglioramento della sensibilità insulinica e delle difese antiossidanti indotte dall’esercizio.

Lo stress e la fatica dunque, a piccole dosi, fanno bene all’organismo!

Fonti:

Ristow M, et al. — Antioxidants prevent health-promoting effects of physical exercise in humans — Proc Natl Acad Sci U S A. 2009 May 26;106(21):8665-70
G.A.D. Miggiano — L’alimentazione per lo sportivo — Il pensiero scientifico, 2012

(Articolo scritto per La Scuola di Ancel)

venerdì 15 giugno 2012

ViverSano - Mai mangiato lo scalogno? Prova ne beneficerai!


Illustrazione di
Gianluigi Marabotti

Lo scalogno (Allium ascalonicum) è il bulbo di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Liliaceae che spesso in cucina sostituisce l’aglio e la cipolla. 
I bulbi, suddivisi in due o tre spicchi, vengono raccolti in estate ma, se essiccati, sono disponibili tutto l’anno.
La composizione di 100 g di scalogno fresco, che forniscono solo 20 Kcal, è la seguente:
  • Acqua 92,8 g
  • Proteine 1,5 g
  • Lipidi 0,2 g
  • Glucidi 3,0 g
  • Fibra 1,5 g
  • Sali minerali (in ordine decrescente di quantità: potassio, fosforo, calcio, sodio, ferro e zinco)
  • Vitamine A, C, E  e acido folico

Le numerose proprietà benefiche (antibatteriche, antifungine e antiossidanti) dello scalogno sono note da secoli ma oggi, la necessità di cercare nuove possibilità di cura con il minor carico di effetti collaterali, ha spinto i ricercatori a testare in laboratorio diversi prodotti naturali.
L’attività antinfiammatoria e antitumorale di estratti acquosi di scalogno è stata dimostrata in vitro su diverse linee cellulari tumorali, evidenziando allo stesso tempo una scarsa citotossicità nei confronti delle cellule normali. Tale proprietà sarebbe attribuita alla presenza di flavonoli glicosidi.
Sebbene ci sia ormai un consenso generale sulle proprietà chemiopreventive di frutta e verdura dovute agli effetti sinergici dei vari phytochemicals che vi sono contenuti, la ricerca non si ferma ma cerca di chiarire sempre meglio quali sono i composti responsabili degli effetti positivi e i loro meccanismi d’azione.

La ricetta ViverSano di oggi: purè di fave con bietole e scalogni
  • Lavare bene 300 g di fave secche, lasciarle in ammollo per 8 ore, sciacquarle e infine cuocerle per 1 ora e mezzo con 1,5 litri di acqua e uno spicchio di aglio schiacciato.
  • Tagliare 300 g di scalogni a rondelle facendoli poi appassire in 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e 4 cucchiai di vino rosso.
  • Aggiungere agli scalogni 200 g di pomodori pelati e lasciar cuocere per 5 minuti.
  • Aggiungere 2 mazzetti di bietola tagliata a striscioline, un pizzico di sale e cuocere per altri 5 minuti.
  • Scolare le fave passandole al passaverdure e condirle con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, un rametto di rosmarino tritato finemente e un pizzico di sale.
  • Dividere il purè di fave in quattro piatti aggiungendo le verdure cotte e una spolverizzata di pepe.
  • Servire subito e gustare piano.
Mohammadi-Motlagh HR et al. - Anticancer and anti-inflammatory activities of shallot (Allium ascalonicum) extract - Arch Med Sci. 2011 Feb;7(1):38-44. Epub 2011 Mar 8

La ricetta è tratta da: Umberto Veronesi e Mario Pappagallo – Verso la scelta vegetariana, il tumore si previene anche a tavola  – Giunti, 2011

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(Ringrazio la Dott.ssa Tiziana Stallone e Gianluigi Marabotti)

giovedì 7 giugno 2012

Cibo&Cinema: Colazione da Tiffany — Riso allo zafferano in salsa di cioccolato


Illustrazione di
Gianluigi Marabotti

Un grande classico di tutti i tempi nel quale il romanticismo culmina sotto la pioggia con un bacio appassionato di Holly e Paul, bacio tra i più belli del cinema americano.
Scusate se vi svelo il finale ma… chi non l’ha visto almeno una volta?

Povera Holly, pensava di essere diventata una cuoca provetta, tanto da lanciarsi nella preparazione di una cena romantica.  Ci teneva tanto a fare bella figura, ma il risultato è l’esplosione della pentola a pressione.

La ricetta però è molto interessante: riso allo zafferano in salsa di cioccolato.

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di riso
  • 100 g di burro
  • 1 cipolla
  • brodo vegetale
  • 1 bustina di zafferano
  • sale q.b.
  • cacao amaro in polvere

Preparazione

La preparazione del risotto inizia nel modo classico, ossia facendo rosolare della cipolla nel burro.
Aggiungere quindi il riso e, dopo averlo lasciato tostare, bagnare con un bicchiere di vino bianco che andrà fatto evaporare.
Ora abbassare la fiamma e iniziare a unire, un poco alla volta, del brodo vegetale fino a cottura completa del risotto.
Solo a questo punto aggiungere una bustina di zafferano (precedentemente sciolto in un po’ di brodo); mantecare sul fuoco e quindi versare in un piatto da portata spolverizzando con il cacao amaro.
Holly lo accompagna con dei bocconcini di pollo.

Lo zafferano è una spezia preziosa e costosa. La crocina, il carotenoide contenuto negli stimmi, responsabile del colore e di molte proprietà nutraceutiche dello zafferano, si scioglie bene nei liquidi e per questo è molto versatile in cucina.

Per produrre 1 kg di zafferano servono 150 000 fiori di Crocus sativus e 500 ore di lavoro; ecco perché ha un costo così elevato ed è così spesso imitato. Nel migliore dei casi è sostituito con altre spezie meno pregiate, nel peggiore con coloranti artificiali come l’E102 (giallo tartrazina), E104 (giallo di chinolina) e E110 (giallo tramonto).

Regia: Blake Edwards (USA, 1961)
Attori: Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Buddy Ebsen, Martin Balsam
Commedia, 115′


(Per il video ringrazio Simona Gilberti)

Per approfondimenti:
L. Delli Colli — Il gusto del cinema (10 anni, edizione speciale) — Cooper, 2011

(Articolo scritto per La Scuola di Ancel)